Oggi ti spiego come l’endometrite, ossia l’infiammazione endometriale può alterare il liquido follicolare , di conseguenza la qualità ovocitaria e influenzare il successo della PMA.
Per molto tempo l’endometrite è stata poco studiata, e considerata una condizione localizzata esclusivamente a livello uterino. Le evidenze scientifiche più recenti suggeriscono invece una visione più ampia: l’infiammazione cronica endometriale può agire come un perturbatore sistemico dell’asse riproduttivo, influenzando la funzione ovarica e la qualità ovocitaria attraverso segnali immunitari e metabolici (Behera et al., 2016; Jones Boby et al., 2017).
L’ovocita, infatti, matura all’interno di un ambiente altamente sensibile, il liquido follicolare , la cui composizione riflette lo stato infiammatorio e metabolico dell’organismo. Quando l’utero è sede di un processo infiammatorio cronico, la comunicazione paracrina tra distretto uterino e ovarico può risultare alterata, con effetti negativi sulla qualità ovocitaria e sulla fertilità.
Endometrite e qualità ovocitaria: infiammazione e citochine nel liquido follicolare
Uno dei principali meccanismi attraverso cui l’endometrite influenza laqualità ovocitaria è rappresentato dall’aumento di mediatori infiammatori nel liquido follicolare. Studi condotti su modelli animali hanno osservato un incremento significativo di citochine pro-infiammatorie come:
- interleuchina-1β (IL-1β)
- interleuchina-6 (IL-6)
- interleuchina-8 (IL-8)
- TNF-α
in presenza di infezione endometriale (Jones Boby et al., 2017).
Queste molecole interferiscono con la fisiologia follicolare, alterando la maturazione dell’ovocita e favorendo un ambiente meno favorevole allo sviluppo embrionale. Il risultato può tradursi in una riduzione della qualità ovocitaria e in una risposta ovarica meno efficiente durante i percorsi di PMA in presenza di Endometrite sub clinica.
Stress ossidativo e alterazioni metaboliche del follicolo
L’equilibrio redox all’interno del follicolo è fondamentale per la qualità ovocitaria. In presenza di endometrite, questo equilibrio tende a rompersi con un aumento dello stress ossidativo (Behera et al., 2016).
Le principali alterazioni osservate includono:
- incremento della malondialdeide (MDA), indice di perossidazione lipidica (Behera et al., 2016; Magata et al., 2019)
- riduzione della capacità antiossidante totale (TAC) (Behera et al., 2016)
- aumento del monossido di azoto (NO) e riduzione dell’acido ascorbico (AA), con impatto negativo sulla steroidogenesi e sulla vitalità follicolare (Pande et al., 2012).
Un altro elemento chiave è la diminuzione del colesterolo nel liquido follicolare, precursore indispensabile degli ormoni steroidei, che può rappresentare un limite metabolico per la maturazione ovocitaria (Behera et al., 2016; Pande et al., 2012).
Steroidogenesi alterata e blocco dello sviluppo follicolare
Sempre in ambito di qualità ovocitaria, è importante sottolineare che l’endometrite può compromettere la normale produzione ormonale intrafollicolare, modificando il rapporto estradiolo/progesterone. In diversi studi si osserva una riduzione dell’estradiolo associata a un aumento anomalo del progesterone nel liquido follicolare, segno di una maturazione alterata (Behera et al., 2016; Jones Boby et al., 2017). Un ruolo importante è svolto dal lipopolisaccaride (LPS) batterico, che interagisce con il recettore TLR4 delle cellule della granulosa, sopprimendo marker essenziali per lo sviluppo follicolare come FSHR, CYP19A1, CCND2 e LHCGR (Yamamoto et al., 2023). Questo meccanismo si traduce in una minore proliferazione delle cellule della granulosa e in una ridotta capacità del follicolo di completare la maturazione.
Endometrite e qualità ovocitaria: Dalla qualità follicolare alla funzione luteale
Un follicolo che cresce in un ambiente infiammato può generare un corpo luteo meno efficiente. Studi hanno mostrato che l’endometrite è associata a riduzione del peso del corpo luteo, minori concentrazioni di progesterone, alterazioni dei livelli di acido ascorbico e ossido nitrico con conseguente riduzione della capacità di mantenimento della gravidanza precoce (Pande et al., 2013).
Questa continuità biologica tra follicolo e fase luteale spiega perché l’infiammazione uterina possa influire non solo sulla qualità ovocitaria ma anche sull’impianto e sul mantenimento embrionale.
Competenza ovocitaria e marker molecolari
La qualità finale dell’ovocita dipende dall’integrità del complesso cumulo-ovocita. In presenza di endometrite subclinica si osserva una riduzione dell’espressione di geni cruciali per la maturazione ovocitaria, tra cui GDF9, StAR, FSHr, con un impatto diretto sulla maturazione meiotica e sulla capacità di fecondazione (Kafi et al., 2021).
Un aspetto clinicamente rilevante è il cosiddetto “carry-over effect”: alterazioni del microambiente follicolare possono persistere anche dopo la risoluzione apparente dell’infezione uterina, influenzando la fertilità nei cicli successivi (Green et al., 2011).
Endometrite e qualità ovocitaria: alimentazione e liquido follicolare
Il liquido follicolare è uno specchio dello stato metabolico e infiammatorio della donna. L’alimentazione può modulare direttamente questo ambiente attraverso:
- regolazione dello stress ossidativo
- controllo dell’infiammazione sistemica
- supporto della funzione mitocondriale
- miglioramento del metabolismo lipidico.
Un approccio nutrizionale mirato alla fertilità può quindi contribuire a migliorare la qualità dell’ambiente in cui l’ovocita matura, affiancando la gestione medica dell’endometrite.
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Eradicazione dell’endometrite e successo riproduttivo
L’approccio terapeutico deve sempre partire dalla diagnosi e dall’eradicazione medica dell’infiammazione endometriale. Ridurre il carico infiammatorio uterino significa diminuire i segnali negativi che raggiungono l’ovaio e migliorare la resa ovocitaria nei cicli successivi.
La nutrizione e la modulazione del microbiota rappresentano un supporto strategico post-terapia, ma non sostituiscono il trattamento ginecologico mirato.
Nel mio approccio la Nutrizione e l’intervento mirato e sequenziale sul microbiota sono sempre di accompagnamento e supporto alle terapie mediche.
Microbiota ed eubiosi post-antibiotico: il ruolo dei metaboliti
Dopo terapia antibiotica, il ripristino dell’equilibrio microbico è fondamentale per il recupero dell’assetto immunitario e metabolico. Un microbiota in eubiosi produce metaboliti utili alla qualità ovocitaria, tra cui:
- Acidi grassi a corta catena (SCFA: butirrato, propionato, acetato), con azione antinfiammatoria e immunomodulante
- Indoli derivati dal triptofano, coinvolti nella regolazione mucosale
- Acidi biliari secondari, importanti nella comunicazione metabolica sistemica
- Lattato, utile per l’equilibrio del microbiota genitale
- Vitamine del gruppo B e vitamina K prodotte dai batteri intestinali.
Questi metaboliti contribuiscono a ridurre endotossiemia, stress ossidativo e segnali infiammatori che possono compromettere il microambiente follicolare.
L’endometrite non è soltanto una patologia dell’endometrio: può influenzare profondamente la qualità ovocitaria attraverso alterazioni immunitarie, metaboliche e ossidative del liquido follicolare. Comprendere questa connessione permette di adottare una strategia integrata che includa trattamento medico, nutrizione mirata e supporto del microbiota per migliorare la resilienza ovarica e il successo riproduttivo.
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Approfondimenti:
Referenze bibliografiche
- Behera, B. K., Sharma, C. G., Singh, S. K., Kumar, H., Chaudhari, R. K., Mahla, A. S., Das, G. K., & Krishnaswamy, N. (2016). Relationship between endometritis and oxidative stress in the follicular fluid and luteal function in the buffalo. Reproduction in Domestic Animals, 51(5), 844–847.
- Green, M. P., Ledgard, A. M., Beaumont, S. E., Berg, M. C., McNatty, K. P., Peterson, A. J., & Back, P. J. (2011). Long-term alteration of follicular steroid concentrations in relation to subclinical endometritis in postpartum dairy cows. Journal of Animal Science, 89(11), 3551–3560.
- Jones Boby, Kumar, H., Gupta, H. P., Jan, M. H., Singh, S. K., Patra, M. K., Nandi, S., Abraham, A., & Krishnaswamy, N. (2017). Endometritis increases pro-inflammatory cytokines in follicular fluid and cervico-vaginal mucus in the buffalo cow. Animal Biotechnology, 28(3), 163–167.
- Kafi, M., Ghaemi, M., Azari, M., Mirzaei, A., Azarkaman, S., & Torfi, Y. (2021). Effects of pre-ovulatory follicular fluid of repeat breeder dairy cows on bovine fertility transcriptomic markers and oocytes maturation and fertilization capacity. Frontiers in Veterinary Science, 8, 670121.
- Magata, F., Kubota, R., & Shimizu, T. (2019). Association among endometrial hyperemia, uterine bacterial infection, and characteristics of large ovarian follicles in dairy cows. Journal of Veterinary Medical Science, 81(9), 1313–1317.
- Pande, M., Das, G. K., Khan, F. A., Sarkar, M., Prasad, J. K., Pathak, M. C., & Kumar, H. (2012). Uterine infection influences size and follicular fluid composition of the largest follicle in buffalo. Reproduction in Domestic Animals, 48(1), 79–84.
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- Yamamoto, N., Takeuchi, H., Yamaoka, M., Nakanishi, T., Tonai, S., Nishimura, R., Morita, T., Nagano, M., Kameda, S., Genda, K., Kawase, J., & Yamashita, Y. (2023). Lipopolysaccharide suppresses follicle development marker expression and enhances cytokine expressions, resulting in failure of granulosa cell proliferation in developing follicles in cows. Reproductive Biology, 23(1), 100710.

